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CIELO DI APRILE

    

I protagonisti del cielo di aprile sono senza dubbio la Costellazione di Ercole e il suo famosissimo ammasso stellare M13.

Pur essendo una costellazione di imponenti dimensioni, non troviamo al suo interno stelle particolarmente luminose. Ma la costellazione di Ercole ha una caratteristica unica: la cosiddetta Chiave di Volta, cioè la formazione di un quadrilatero con ai vertici quattro stelle. A differenza delle altre costellazioni Ercole si trova in gran parte lontano dal piano galattico. In Ercole possiamo osservare due ammassi globulari degni di nota: M92 e M13, che si trova sul lato destro della Chiave di volta, con una luminosità che gli permette di essere visibile anche a occhio nudo con un binocolo di buona qualità (in condizioni di un cielo molto scuro e sereno). L’ammasso globulare M13 è diventato famoso perché, nel 1974, fu fatto un tentativo simbolico di inviare un messaggio verso altri mondi per celebrare un consistente ampliamento del radiotelescopio da 305 metri di Arecibo (Porto Rico): si tratta di un messaggio in codice di 1.679 bit a cui, per ora, non è stata data risposta.

MITI E LEGGENDE

Tutti conosciamo Ercole o Hercules, ma il vero nome di questo personaggio eroe della mitologia greca è Eracle (da éros: eroe, e klèos: fama), figlio di Zeus e della mortale Alcmena, moglie di Anfitrione e discendente di Perseo.

La mitologia narra che Zeus, per giacere con la bellissima regina, prese le sembianze del marito ingannandola e da questa unione nacque appunto Eracle. Fu il primo essere umano a raggiungere l’immortalità, diventando dio attraverso le sue celebri Dodici Fatiche. Leggenda narra che fu proprio dopo la sua morte che, come segno di riconoscimento, Zeus creo la sua costellazione nel cielo.

Sinonimo di incredibile forza e coraggio, è anche associato ad un’infinita bontà verso deboli e bisognosi. Si potrebbe definire l’eroe per antonomasia, acclamato dal popolo e dagli dei per le sue leggendarie imprese che non furono semplici prove ma una lotta incessante attraverso dure prove dietro alle quali si celava Era, moglie di Zeus, che non tollerava né il tradimento del marito né il frutto di tale tradimento. Ercole divenne così il simbolo della lotta dell’uomo contro la natura fino al ricongiungimento con essa rappresentato dar raggiungimento dell’Olimpo.

La mitologia greca narra che addirittura la Via Lattea si formò per “colpa” di Eracle. La colpa in realtà non fu sua ma di Hermes e Zeus che, con l’inganno, portarono il bimbo al seno di Era per allattarlo mentre la dea riposava. Svegliata di soprassalto allontanò bruscamente il bambino: una parte del latte materno divino andò sulla terra e diede vita ai gigli, mentre un’altra parte andò sulla volta celeste creando così la nostra galassia.

COME E QUANDO OSSERVARE LA COSTELLAZIONE DI ERCOLE

Nell’antichità questa costellazione veniva rappresentata con la figura del possente Ercole a testa in giù, con in mano da una parte una clava e dall’altra i pomi delle Esperidi, in ricordo di una delle Dodici Fatiche.

Nell’emisfero boreale il periodo più favorevole per osservarla va da aprile a ottobre. A seconda del periodo dell’anno è possibile osservarlo a differenti orari serali e notturni: ad inizio primavera è possibile vederlo in prima serata, verso le 21, volgendosi verso l’orizzonte nordorientale, ad agosto culmina alta a sud passando per lo zenit per poi ritrovarsi all’orizzonte nordoccidentale alla fine di novembre.

Per individuarla all’interno della volta celeste è sufficiente rintracciarla tra Arturo del Bifolco e Vega della Lira, due delle stelle più brillanti presenti nel cielo boreale. Le costellazioni confinanti a quella di Ercole sono in senso orario e partendo da Est: il Dragone, Boote, la Corona Boreale, il Serpente, Ofiuco, l’Aquila, la Freccia, la Volpetta e la Lira.